NOEXPO

LEet’s make our expo. aLtri mondi sono possibili. Expo 2015 è una macchina di immaginario seppure inceppata, in preda alla sua stessa voracità. Dopo aver prodotto tonnellate di cemento e ingoiato miliardi, affronta la sua vera sfida: vendere la devastazione del territo- rio, la rottamazione dei diritti, la vetrina per le multinazionali agroalimentari come una promessa per il futuro e cancellare dall’orizzonte “altri mondi possibili”. La crisi morde il pianeta e mentre ai confini dell’Europa (in Ucraina in Medio Oriente, in Africa) diventa guerra, qui si tra- duce in miseria. Nel frattempo chi tiene le redini della mac- china finanziaria, chi tira le fila della produzione globale di cibo ed energia, chi detiene sterminati patrimoni immobiliari ha visto aumentare la propria ricchezza e contemporaneamente ha rafforzato la presa sulle vite di miliardi di persone. Oggi la disperazione e la ribellione sono comportamenti gemelli, ma contrapposti. Una falsa promessa serve affinché la rabbia non diventi ribellione, rimanga confinata nel privato e si sfoghi al massimo come disperazione. L’ipocrisia di Expo è quella che vediamo dappertutto...
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