Domenica, 17 Maggio 2015 00:00

Dal 2007, il 17 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia quale momento di riflessioni e azioni per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale.Il 17 maggio è stato scelto perché è la ricorrenza dalla rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità avvenuta nel 1990.- 

Venerdì, 01 Maggio 2015 00:00

LEet’s make our expo. aLtri mondi sono possibili. Expo 2015 è una macchina di immaginario seppure inceppata, in preda alla sua stessa voracità. Dopo aver prodotto tonnellate di cemento e ingoiato miliardi, affronta la sua vera sfida: vendere la devastazione del territo- rio, la rottamazione dei diritti, la vetrina per le multinazionali agroalimentari come una promessa per il futuro e cancellare dall’orizzonte “altri mondi possibili”. La crisi morde il pianeta e mentre ai confini dell’Europa (in Ucraina in Medio Oriente, in Africa) diventa guerra, qui si tra- duce in miseria. Nel frattempo chi tiene le redini della mac- china finanziaria, chi tira le fila della produzione globale di cibo ed energia, chi detiene sterminati patrimoni immobiliari ha visto aumentare la propria ricchezza e contemporaneamente ha rafforzato la presa sulle vite di miliardi di persone. Oggi la disperazione e la ribellione sono comportamenti gemelli, ma contrapposti. Una falsa promessa serve affinché la rabbia non diventi ribellione, rimanga confinata nel privato e si sfoghi al massimo come disperazione. L’ipocrisia di Expo è quella che vediamo dappertutto. Una città che volesse guardare al futuro, comincerebbe fer- mando le mire di speculatori e palazzinari, non sfrattando mi- gliaia di persone dalle proprie case. Un paese che volesse uscire dalla miseria rifiuterebbe il debito, promuovendo il reddito di cittadinanza, non rottamerebbe scuola, sanità, tutele sul lavoro. bandirebbe le guerre e non le persone ai suoi confini: non avrebbe un cimitero nel mar Mediterraneo. Un Mediterraneo adatto alla vita sarebbe felicemente meticcio e non pieno di rancori nazionalisti e integralisti. Un mondo che volesse allontanare l’apocalisse ambientale lo farebbe rovesciando il neoliberismo, non affidando alle mul- tinazionali l’opportunità di “lavarsi la faccia” con una patina di verde... Ma sarebbe un altro mondo se scommettessimo che è possi- bile, non una favola ipocrita. Serve un pensiero globale capace di guardare con complicità alle tantissime lotte del pianeta: per la terra, la libertà, la dig- nità, l’eguaglianza nei diritti e nelle condizioni materiali. Sarà impossibile senza un agire locale fatto di solidarietà quotidiana che diventa ribellione allo stato di cose presenti, di mutuo soc- corso che diventa organizzazione, di rivendicazione che non ha il sapore dell’impotenza ma della forza di chi si batte assieme.

Giovedì, 12 Febbraio 2015 00:00

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Così si presentava negli anni novanta (si avete letto bene 90 molto prima di FB e tanti altri siti!) www.pizio.com Nel 2014 è stata pubblicata una nuova versione, che è sotto i vostri occhi, con l'intento di dare una nuova veste al sito ampliandolo per gli utenti che hanno ora la possibilità di iscriversi, pubblicare articoli, ascoltare musica, fare commenti, pubblicare e scaricare foto e altro ancora. Purtroppo la Cantina Uno per Uno non produce più alcun nettare divino, il net Nando sta faticosamente riportando in auge tale buona pratica, date un piccolo sguardo al suo lavoro:  
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      Lunedì, 28 Luglio 2014 00:00

      Paroles et musique de Jacques Debronckart

       

      Vous n'êtes pas aux Monuments aux Morts
      Vous n'êtes même plus dans les mémoires
      Comme vos compagnons de la Mer Noire :
      Vous êtes morts et deux fois morts.
      A vos petits enfants l'on ne répète
      Jamais comment finit leur grand-papa :
      Il y a des chos's dont on ne parle pas,
      Mutins de mil neuf cent dix-sept

      Sur votre dos, les Joffre et les Nivelle
      Faisaient carrièr' dans les états-majors,
      Leur humeur décidait de votre sort :
      Aujourd'hui qui se le rappelle ?
      Au lieu de s'emmerder en garnison,
      Au lieu de piétiner au même grade,
      C'était le temps béni de l'empoignade,
      Vous parlez d'un' belle occasion...

      Vous aviez fait tant d'assauts inutiles,
      Juste pour corser le communiqué,
      Vous vous sentiez tellement cocufiés,
      Telle'ment pris pour des imbéciles,
      Que vous avez voulu que ça s'arrête,
      Cet abattoir tenu par la patrie,
      Cette nationale charcuterie,
      Mutins de mil neuf cent dix-sept

      Avant l'attaque arrivaient les cercueils
      Et vous coupiez votre pain sur leurs planches,
      Tout juste si le crêpe à votre manche
      N'annonçait votre propre deuil.
      Par malheur, la France n'était pas prête,
      Se révolter lui paraissait énorme,
      Ell' bavait encore devant l'uniforme,
      Mutins de mil neuf cent dix-sept

      L'Histoir' vous a jetés dans ses égouts,
      Cachant sous les flots de ses Marseillaises
      Qu'un' bonne moitié de l'armée française
      Brûlait de faire comme vous.
      Un jour, sortirez-vous des oubliettes ?
      Un jour verrons-nous gagner votre cause ?
      J'en doute, à voir le train où vont les choses
      Mutins de mil neuf cent dix-sept,
      Mutins de mil neuf cent dix-sept

       

      Traduzione in Italiano

      I RIBELLI E I DISERTORI DEL 1917

      Voi non siete sui monumenti ai Caduti
      e non siete neanche più nei ricordi
      come i vostri compagni del Mar Nero :
      voi siete morti, e rimorti.
      Ai vostri nipotini mai si ripete
      com’era morto il loro nonno :
      ci sono cose di cui non si parla,
      ribelli e disertori del 1917

      Sulle vostre spalle, i Joffre e i Nivelle
      facevano carriera negli stati maggiori,
      il loro umore decideva della vostra sorte :
      oggi, chi mai se ne ricorda ?
      Invece d’annoiarsi in guarnigione,
      invece di non avanzare mai d’un passo,
      era il tempo benedetto d’incazzarsi,
      parlavate di una bella occasione…

      Avevate fatto tanti assalti inutili
      giusto per rimpinzare il bollettino,
      vi sentivati a tal punto presi per il culo,
      presi a tal punto per degli imbecilli,
      che avete voluto farla finita
      con questo macello gestito dalla patria,
      questa macelleria nazionale,
      ribelli e disertori del 1917

      Prima dell’attacco arrivavano le bare
      e tagliavate il pane sulle loro assi,
      mancava poco che il lutto che portavate al braccio
      non annunciasse già la vostra propria morte.
      Per disgrazia la Francia non era ancora pronta,
      rivoltarsi le pareva davvero enorme,
      sbavava ancora davanti all’uniforme,
      ribelli e disertori del 1917

      La Storia vi ha gettati nelle sue fogne
      nascondendo a fiotti di Marsigliesi
      che una buona metà dell’esercito francese
      ardeva di fare come voi avete fatto.
      Uscirete un giorno dal dimenticatoio ?
      Vedremo un giorno vincere la vostra causa ?
      Ne dubito, con la piega attuale delle cose,
      ribelli e disertori del 1917,
      ribelli e disertori del 1917.

       

       

      "Les mutins de 1917", scritta e incisa da Jacques Debronckart per il suo primo album del 1917, ha condiviso in Francia la stessa sorte de Le Déserteur, per il suo argomento assolutamente indigeribile e per il suo antimilitarismo. Volendo, la sua sorte è stata ancora più dura di quella riservata al capolavoro di Boris Vian: ha subito infatti una censura ufficiale da parte delle autorità francesi per 30 anni esatti. E' stato solo nel 1997, quando Debronckart era già morto da quindici anni, che Serge Utgé-Royo ha potuto reinciderla e riportarla alla luce e alla memoria nel suo album "Contrechants de la mémoire".

      Questa canzone parla dei ribelli e dei disertori fucilati nel 1917, durante la "Grande guerra".
      Logico, nei confronti di essa, lo stesso accanimento che la "Francia eterna", guerriera e a volte colonialista, ha riservato a Vian e alla sua canzone. Debronckart ha dato voce a coloro che la storia aveva non solo lasciato muti, ma anche coperto con la polvere dell'ignominia. Un atto di giustizia elementare, semplice e bella.

       

      Video collegato

      Domenica, 08 Giugno 2014 00:00

      Sabato, 26 Aprile 2014 00:00

      Gino unica pantera ke ha resistito alla Ruberti e a tutti quello che volevano cacciarci!

       

      grazie babbo unico Sindako de Roma.

       

      Da sabato hai lasciato più soli migliaia di studenti e studentesse, non ke tutti quelli ke ti avevano konosciuto.

       

      Cerkeremo di ricordati kosi felice dentro l'auletta Liberata dai CP e okkupata x tutti!